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Post in Altri Alimenti

Lun
30
Apr

Pane: comprarlo costa sempre di più. L’indagine

E’ uno dei beni base della nostra catena alimentare eppure c’è chi inizia a ridurne il consumo. Il motivo? Non i carboidrati e il fatto, temuto da molti, che possa fare ingrassare, quanto il prezzo che sale. E’ il pane, sempre più costoso, soprattutto in città come Milano e Bologna. A confermare questi nuovi dati un'indagine di Altroconsumo che ha studiato i di prezzi di 138 punti vendita, scelti tra panetterie e supermercati in dieci grandi città, Bari, Bologna, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma e Torino.


Il risultato è stato un costo del pane che oscilla da un minimo di 2 euro e 70 al kilo ai 6 euro. Milano è in assoluto il luogo dove il pane costa di più, come minimo 3,94 euro al kilo, mentre Napoli è la più economica con un prezzo di 1,70 euro al kilo.

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Lun
23
Apr

Pasta tutta italiana in vendita solo da Coop. La novità

I consumatori italiani troveranno sugli scaffali Coop pasta esclusivamente prodotta e lavorata interamente in Italia, dalla coltivazione della materia prima fino a tutte le fasi della produzione e del confezionamento. La pasta di altissima qualità della filiera agricola italiana nasce dal grano coltivato degli agricoltori della Coldiretti e arriva negli scaffali degli oltre 1400 punti vendita di Coop, cinque formati di pasta di grano duro trafilata al bronzo, no ogm.

 
La pasta made in Italy nasce da un progetto di co-imprenditorialità promosso da Coldiretti, Coop e Legacoop Agroalimentare, che hanno scelto uno degli alimenti più simbolici della cucina nazionale per avviare la loro collaborazione.
 

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Mar
13
Mar

La Coca Cola cambia colore: colpa di un composto ritenuto cancerogeno. La Fda minimizza

La Coca Cola cambierà colore e non sarà più di quel marroncino ormai a noi tanto caro ma sarà più chiara. Il motivo? La California ha dichiarato cancerogeno un elemento del colorante, il composto 4-methylimidazole, contenuto nel colorante che conferisce il tradizionale colore alla cola, ma la FDA (Food and Drug Administration) parla di esagerazioni, perchè “ci vogliono mille lattine per causare danni alla salute”. Comunque, Coca-Cola e Pepsi-cola cambiano colore per evitare l'obbligo di segnalare elementi giudicati cancerogeni nei suoi coloranti, modificando così la formula segreta e riducendo la presenza del composto incriminato.


“Anche se riteniamo che non vi sia alcun rischio per il consumatore da giustificare questo cambiamento, abbiamo chiesto ai nostri fornitori di coloranti di ridurre i livelli di 4-metilimidazolo per evitare di dover tenere conto di questo obbligo che non ha alcun fondamento scientifico”, ha detto Diana Garza, un portavoce di Coca-Cola.
 

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Lun
05
Mar

Nestlè: via a conservanti e coloranti nei propri prodotti

Nestlè ha deciso di eliminare coloranti, aromi e conservanti artificiali da 79 prodotti dolciari di sua produzione. Complessivamente, sono circa 80 le sostanze progressivamente sostituite nella composizione dei prodotti e l’intero processo è durato oltre 6 anni. I coloranti artificiali all’interno di snack e merende sono stati sostituiti da concentrati di frutta, verdura e piante commestibili, come carote, ibisco, ravanello, cartamo e limone.


La Nestlé ha deciso di attuare questo processi di ‘depurazione’ da sostanze comunque chimiche spinta soprattutto dalle stesse richieste di consumatori. Orgogliosa di essere l’unica grande azienda dolciaria nel Regno Unito a poter dichiarare che la sua intera gamma di prodotti è al 100% priva di conservanti, aromi o coloranti artificiali, David Rennie, amministratore delegato di Nestlé UK Confectionery, ha spiegato che per raggiungere questo obiettivo “noi e i nostri fornitori abbiamo lavorato molto duramente per garantire la stessa qualità e il gusto di tutti i nostri marchi”.

 

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Mer
22
Feb

Italiani no al tonno se pesca dannosa all’ecosistema marino: il sondaggio Greenpeace

La maggior parte degli italiani non mangerebbe tonno in scatola se sapesse che la sua pesca provocasse danni all'ecosistema marino: questo è quanto emerge da un sondaggio realizzato da Greenpeace, ‘Tonno in scatola, di' la tua’, che ha fatto registrare 25 mila risposte. Dai dati emerge che il 97% di chi ha risposto non comprerebbe del tonno in scatola se sapesse che per pescarlo si usano metodi che minacciano specie in pericolo come squali o tartarughe.


Sempre il 97% ritiene che la generica informazione ‘Ingredienti: tonno’, riportata in etichetta, non sia sufficiente a far sapere cosa si mangia e non permetta di fare un acquisto consapevole; per il 46% dei consumatori le aziende non vogliono far sapere che utilizzano tonno pescato con metodi poco sostenibili; per il 27% il problema è che nelle scatolette possono finire anche specie di tonno a rischio; mentre per il 25% nel prodotto si cela la pesca illegale.
 

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Mar
21
Feb

Hamburger in provetta: Coldiretti e Lav dicono no

Coldiretti e LAV dicono no all’hamburger in provetta, un preparato di carne macinata ricavato a partire da alcune cellule staminali. L’hamburger in provetta è stato creato dal dott. Mark Post, direttore del dipartimento di Fisiologia presso l’Università di Massstricht (Paesi Bassi) e se per alcuni rappresenta la soluzione alla futura carenza di carne per coprire il fabbisogno nutrizionale, la LAV vede questa nuova scoperta come la soluzione sbagliata ad un problema che è in realtà riguarda le nostre abitudini alimentari.

Un aumento sproporzionato e ingiustificato di carni ha portato ad allevamenti intensivi dannosi per la salute del pianeta, degli animali e dell’uomo stesso, considerando la correlazione che negli ultimi anni è stata accertata la connessione tra consumo eccessivo di carne e alcune tipologie di patologie tumorali. Anche Coldiretti dice no all’hamburger in provetta, non solo per le inevitabili implicazioni di carattere morale, ma anche per dati oggettivi di costi del futuro prodotto.
 

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Lun
20
Feb

Mozzarella blu: nuovi casi in Sardegna. Le reazioni di Coldiretti

Continua ad esistere il fenomeno della mozzarella blu in Italia, nonostante i controlli della GdF dopo il verificarsi di casi clamorosi. Gli ultimi si sono registrati in Sardegna e proprio per questi
Coldiretti chiede trasparenza alla Regione Sardegna. I latticini risultati ‘contaminati’ sono stati 4 sui 19 campioni predisposti per l’analisi dell’Istituto Zooprofilattico di Sassari, una percentuale molto alta (poco sopra il 20%). Il fenomeno delle mozzarelle blu nasce dalla presenza nei latticini contaminati del batterio Pseudomonas fluorescens. Normalmente presente in natura, può rappresentare un serio pericolo solo per quei soggetti immunodepressi.

 
Coldiretti sottolinea che la sua presenza è un importante indicatore delle condizioni igienico-sanitarie degli stabilimenti caseari. Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna, ha, infatti, spiegato che la presenza del batterio è un indicatore della carenza igenico-sanitaria degli alimenti ed è giusto che i consumatori siano consapevoli della qualità che si nasconde dentro le confezioni e dietro un prezzo.
 

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Lun
19
Dic

Natale 2011: come scegliere il panettone. Gli ingredienti giusti e sicuri

Con il Natale alle porta scatta la corsa all’acquisto di pandori, panettoni e spumanti, immancabili sulle tavole di tutti gli italiani. Come fare, dunque, a scegliere i migliori? Il panettone è un dolce tipicamente milanese, difficile da fare artigianalmente, che richiede ingredienti di prima scelta, tempi lunghi di lavorazione e grandi capacità nell’arte della pasticceria. Il panettone nasce a Milano ai tempi di Ludovico il Moro, e ancora oggi è prodotto secondo la ricetta di 500 anni fa.

 
A Milano fino al 900 erano in moltissimi tra fornai e pasticceri a produrre il panettone, oggi però le grandi ditte industriali di panettoni sono dislocate in tutta Italia, mentre a Milano rimangono ancora tanti artigiani che producono un panettone secondo la ricetta tradizionale. Oggi il Panettone è un dolce tipico Italiano tutelato dal D.M. 22-07-2005 che ne specifica gli ingredienti e le percentuali minime per poter essere definito tale. Per testare la qualità dei panettoni, dei marchi più famosi e dei marchi commerciali della grande distribuzione, ne sono stati analizzati diversi in laboratorio, a partire dalla materia prima per vedere se corrisponde o meno a quanto previsto dal disciplinare del vero panettone. I panettoni sono stati poi valutati da una giuria di esperti pasticceri, che hanno giudicato gusto e cura della preparazione

 

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Mer
30
Nov

Latte crudo: cresce la sua richiesta. I benefici

Negli ultimi anni ha registrato un vero e proprio boom la preferenza per il latte crudo, anche grazie anche alla rete che ne ha esaltato le sue notevoli qualità salutari. Il latte munto alla stalla viene filtrato e refrigerato, cioè portato a una temperatura compresa tra 0 e 4°C e poi distribuito tramite dei dispenser automatici a self-service. Le bottiglie si possono trovare sul posto o portare da casa. Non subisce nessun trattamento termico (pastorizzazione o sterilizzazione), né omogeneizzazione; in pratica si consuma al naturale. C’è chi sostiene sia facile da digerire e quindi adatto anche agli intolleranti al lattosio, ricco di vitamina B12, tiamina, folati, riboflavina.

E sta crescendo soprattutto in Inghilterra la richiesta di latte crudo, appena munto e non sottoposto al processo di pastorizzazione, trattamento che permette di uccidere germi e batteri e rendere quindi commercializzabile il prodotto. Il motivo di tanta richiesta, secondo i sostenitori del latte crudo, è che, evitando la pastorizzazione, si possano ottenere significativi vantaggi per la salute. Quello che migliora, infatti, non è solo il sapore che varia a seconda della mucca che produce il latte, dell’erba di cui si è cibata, del tempo, ma anche che nel latte crudo si mantengono a livelli molto più alti tutte le sostanze nutritive, cioè vitamine, enzimi e batteri buoni.
 

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Mar
25
Ott

Chicchi di riso più grandi: scoperto il gene GS

Scoperto il gene che rende i chicchi di riso più grandi: si tratta del GS-5, deputato a regolare le dimensioni dei singoli chicchi. La scoperta arriva da gruppo di ricerca della Huazhong Agricultural University di Wuhan, coordinato da Qifa Zhang che per quasi 10 anni hanno lavorato al loro studio prima di annunciare l'avvenuta clonazione del gene che regola la grandezza dei chicchi di riso. In questo modo, secondo gli esperti cinesi, più sarebbe possibile aumentare la produzione intensificando le ricerche su questa strada.


La granulometria che riguarda la dimensioni delle sementi è determinante nella resa del grano e grazie ad opportuni interventi attraverso il gene GS-5, si otterrebbero risultati considerevoli. Chicchi di riso più grandi potrebbero, infatti, sfamare un numero maggiore di persone, se si considera anche che il riso è l'alimento base di circa 3 miliardi di persone in tutto il mondo

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