
In nove casi su dieci, gli edifici in cui viviamo sono responsabili di dispersioni di calore a causa di pareti senza isolamento, finestre sottili e montate male, serramenti e solai che favoriscono gli sprechi energetici, con la conseguenza di costi più alti in bolletta. A rivelarlo è stata un'indagine di Legambiente condotta in 15 capoluoghi italiani. Alcuni tecnici hanno analizzato 100 edifici tra appartamenti e uffici in 15 città italiane, e solo 11, tutti a Bolzano, hanno superato il test.
Le termofoto di Bolzano mostrano caratteristiche omogenee delle pareti, il cui isolamento permette di evitare sbalzi termici, in modo da ridurre i costi del riscaldamento e del raffrescamento. Per esempio, un edificio certificato di classe A ha bisogno di circa 30 kWh/mq anno per il riscaldamento rispetto ad un'abitazione nuova di classe C che ha bisogno di circa 70 kWh/mq anno, mentre un edificio di quelli ‘bocciati’ ha bisogno di oltre 120 kWh/mq anno. Esempi positivi di edilizia sostenibile si possono trovare, anche se con qualche riserva, in Emilia-Romagna, Liguria e Puglia. Bocciate del tutto Lazio, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto,Toscana, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. .
Categorie: Bioedilizia Sviluppo Sostenibile
Parole chiave: citta ecologiche bolzano legambiente
Autore: EcoVlog Redazione
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