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Dom
23
Gen

Eco shopper: smascherato caso di pubblicità ingannevole

Eco shopper: smascherato caso di pubblicità ingannevole

Dal primo gennaio scorso, sono stati banditi i sacchetti di plastica e accolte le nuove eco shopping. Alcuni supermercati continueranno ad usare i vecchi sacchetti fino ad esaurimento scorte per poi passare ai nuovi, altri, invece, hanno presentato le nuove buste come ecologiche e amiche dell'ambiente, ma non sempre è così. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha, infatti, bocciato come pubblicità ingannevole quella con la quale le buste di plastica tradizionale, con l'aggiunta di additivi per facilitarne la disgregazione, vengono definite biodegradabili e compostabili.


Il ricorso al Garante era stato presentato da Legambiente e Novamont, la società che ha brevettato la Mater B, la plastica biodegradabile ottenuta con il mais, che sostenevano che i sacchetti fatti con la vecchia plastica, sia pure corretta con gli additivi per l'autodistruzione, non potevano essere considerati biodegradabili, cioè nel terriccio fertile ricavato dalla parte organica dei rifiuti.

Il garante ha richiesto il parere dell'Istituto superiore di sanità ed esaminando gli shopper con l'additivo ECM, è risultato che gli shopper di plastica tradizionale con l'aggiunta dell'additivo chimico Ecm non possono essere pubblicizzati e venduti come biodegradabili e compostabili perché non rispettano le condizioni e i tempi previsti dalla normativa comunitaria e nazionale di settore. Soddisfatto Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente.
 





Video: Nuovo progetto eco shopper
 
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