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Post in Bioplastica

Ven
09
Mar

Shopper biodegradabili: sanzioni rinviate al 2014

Slitta di sei mesi il termine per fissare i criteri di biodegradabilità degli shopper e saranno pertanto prorogate al 2014 le sanzioni ma resta il divieto, in vigore dal primo gennaio del 2011, per l'uso dei sacchetti non bio. Questo il risultato dell'esame del decreto Ambiente in commissione Ambiente alla Camera. Il testo, composto da tre articoli (il primo sui rifiuti in Campania, il secondo sugli shopper, il terzo sui materiali di riporto), passa ora al vaglio dell'Aula di Montecitorio per poi ritornare al Senato.


Nonostante l’emergenza rifiuti in Campania, è sulle bioshopper che si concentrano le modifiche più importanti. Il termine entro cui il ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo economico possono emanare il decreto contenente i parametri di biodegradabilità che i sacchetti dovranno rispettare è stato prorogato dal 31 luglio al 31 dicembre 2012 e questa proroga incide sul divieto di commercializzazione in quanto viene consentita la proroga ai bioshopper con additivi.

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Ven
27
Gen

Shopper biodegradabili: al bando definitivo ai sacchetti di plastica non ecologici

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge che dice addio definitivamente alle inquinanti buste di plastica. L’entrata in vigore del nuovo decreto legge completerà il divieto di commercializzazione entrato in vigore dal primo gennaio 2011, stabilendo i criteri di vera biodegradabilità degli shopper che, da oggi in poi, secondo quanto previsto dall’articolo 2, per essere definiti veramente tali, dovranno garantire la loro compostabilità in base alla normativa europea EN13432, ponendo fine alla discussione tra associazioni ambientaliste e produttori di buste di plastica, ma soprattutto rendendo illegali gli shopper realizzati con gli additivi, che si sono diffusi nel commercio al dettaglio in Italia per sopperire alla messa al bando.

 
Gli unici sacchetti di plastica tradizionali ancora permessi saranno quelli effettivamente riutilizzabili, cioè le buste che abbiano uno spessore minimo di 200 micron per i sacchetti ad uso alimentari e di 100 micron per i sacchetti destinati ad altri usi. Al di sotto di tali spessori, gli shopper dovranno essere necessariamente realizzati con materiali che non inquinino il processo di produzione del compost di qualità ottenuto dal trattamento dei rifiuti organici domestici.
 

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Mer
02
Nov

Nuovo spazzolino ecologico biodegradabile. Com'è fatto

Avere una buona igiene orale dipende anche dallo spazzolino che si usa. Secondo i dentisti, gli spazzolini andrebbero cambiati ogni tre mesi, ma se così fosse, poiché i normali spazzolini sono realizzati in polipropilene, si creerebbe un’enorme quantità di plastica, con i conseguenti problemi di smaltimento. Per ovviare a questo problema, un’azienda canadese, la Clean Idea, azienda specializzata proprio nel settore dell’igiene orale, ha pensato di realizzare uno spazzolino da denti  100% ecologico e biodegradabile.


L’eco spazzolino sarebbe realizzato con mais, grano, tapioca e patate (per il manico) e bio-resina (per le setole). La novità è stata accolta favorevolmente dai dentisti canadesi. Inoltre, rispetto ai lunghi tempi della plastica, lo smaltimento delle sostanze con cui è realizzato è molto semplice, avviene in un apposito impianto di compostaggio e non crea alcun danno all’ambiente. Il tempo di biodegradabilità della resina utilizzata è di soli 180 giorni.

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Mar
13
Set

Nuove cannucce biodegradabili amiche dell’ambiente

Arrivano sul mercato le cannucce ecologiche, tutte, di diversi tipi e materiali, rigorosamente al 100% biodegradabili. Nonostante i consigli degli esperti dicono che sia  meglio limitare l'usa e getta, nelle occasioni in cui per forza di cose ci troviamo ad utilizzarlo, meglio che sia realizzato con materiali amici dell’ambiente.

 A realizzare le nuove eco-cannucce è stata  la Fermani Cannucce Snc, professionista nel settore cannucce, insieme alla Api Spa impresa leader nella produzione di compound termoplastici ed elastomeri, ideatrice della innovativa bio-plastica APINAT brevettata e certificata biodegradabile in ambiente aerobico secondo le norme EN 13432, EN 14995 e ASTM D6400. Si tratta di cannucce composte per il 76% di materie prime rinnovabili.

Dalla maggiore flessibilità delle normali cannucce prodotte con materiali sintetici provenenti dal petrolio e con le stesse caratteristiche di igienicità ed impiego, le cannucce in APINAT hanno però il valore aggiunto di essere biodegradabili al 100% e sono allo stesso tempo divertenti e colorate come le tradizionali cannucce, dai colori assortiti, in vendita sia sfuse che incartate  in pacchi.
 

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Gio
04
Ago

Sacchetti di plastica banditi anche in Spagna

Dopo il divieto deciso in Italia dallo scorso primo gennaio, banditi i sacchetti di plastica tradizionale anche in Spagna.  Il termine ultimo fissato dalla legge approvata il 28 luglio scorso è il 2018, ma la normativa prevede una sostituzione progressiva che dovrà portare alla sostituzione degli attuali sacchetti di plastica già nella misura dell’80% prima del fine del 2016.


La Spagna compie un altro importante passo in avanti per la tutela dell’ambiente sulla scia dell’esperienza pilota italiana, confermando ancora una volta la sensibilità crescente in tutta Europa sui pesanti danni causati dalle buste in plastica non biodegradabile.
 

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Mer
03
Ago

Boom in Italia di shopping bag eco e riutilizzabili

E' boom in Italia di shopping bag eco: il 75% degli italiani le usa abitualmente per fare la spesa, diffuso l'utilizzo dei sacchetti biodegradabili el’83% degli italiani dichiara anche di non essere d’accordo ad un eventuale ritorno alle vecchie buste di plastica: Assobioplastiche, l’Associazione Italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili, attraversoun'indagine condotta da ISPO e diretta dal Prof. Renato Mannheimer ha evidenziato la nuova abitudine degli italiani a preferire le shopping eco ai tradizionali sacchetti di plastica ormai al bando.

Dalla ricerca emerge che ben il 93% degli italiani sa che i tradizionali sacchetti di plastica non si possono più utilizzare, l'89% sa che esiste una norma a cui i sacchetti devono conformarsi per essere definiti biodegradabili, mentre il 60% non sa che esistono materiali che si dichiarano tali pur non essendo conformi.
 

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Mar
19
Lug

La bottiglia della 7Up diventa Ecogreen. La novità

La PepsiCo Beverages Canada ha progettato la prima bottiglia realizzata al 100% in plastica PET riciclata: si chiamerà bottiglia EcoGreen e sarà immessa sul mercato canadese verso la fine di quest’anno. La bottiglia EcoGreenThe per 7UP e Diet 7UP sarà in vendita ad agosto e assomiglierà in tutto e per tutto a tutte le altre bottiglie per soft drink in PET.

Pesi ha dunque preferito usare Pet riciclato al 100% ad altre strade eco-sostenibili, come l'uso di biopolimeri. La società afferma che si tratta della prima confezione per soft-drink interamente in R-PET, sviluppata dopo tre anni di ricerche.Con l'introduzione di 7UP EcoGreen, PepsiCo Beverages Canada ridurrà ogni anno di quasi 2.800 tonnellate i suoi consumi di poliestere vergine e abbatterà, rispetto ai livelli attuali di produzione di bevanda 7UP, del 30% le emissioni di gas a effetto serra in atmosfera e del 55% i consumi energetici.
 

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Mer
04
Mag

Prima plastica ottenuta dalle barbabietole da zucchero: l’invenzione. I vantaggi

L’invenzione è tutta italiana e se ne parlerà nel numero di Wired di maggio: si tratta della prima plastica ottenuta dalle barbabietole da zucchero.E' ecologica e completamente biodegradabile in acqua, ma anche sul terreno, si decompone e sparisce in soli 80 giorni. Giusto per rendere un esempio della differenza rispetto alla plastica tradizionale, basti pensare che una bottiglia di plastica classica ci mette 400 anni per sparire. La nuova plastica ottenuta, dunque, da barbabietole da zucchero potrebbe essere la soluzione per liberarci dalla schiavitù della plastica derivata dal petrolio e dal problema dello smaltimento dei rifiuti.

In Italia questo tipo di plastica viene già prodotta da un'azienda bolognese, che si chiama Bio-on, azienda attiva nel settore delle moderne biotecnologie, e il suo fondatore è Marco Astori, si chiama Minerv® pha. La plastica prodotta proviene dalla barbabietola da zucchero un nuovo biopolimero, che ha ottenuto la certificazione ‘OK Biodegradable Water’, dalla belga Vinçotte. La certificazione ottenuta attesta la completa biodegradabilità in acqua e a temperatura ambiente. Il nuovo biopolimero nasce dal comune progetto di ricerca, avviato nel 2007, finalizzato alla produzione di plastica biodegradabile dalle barbabietole, finora utilizzate prevalentemente per produrre zucchero.
 

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Gio
27
Gen

Sacchetti di plastica: entro fine febbraio stop anche alle scorte.

A circa un mese dall'entrata in vigore della loro messa al bando, le buste di plastica stanno definitivamente per scomparire e le principali catene della grande distribuzione prevedono che le scorte saranno esaurite entro febbraio, per alcune anche entro la fine di gennaio. Quando, infatti, all’inizio di gennaio è entrato in vigore il divieto di commercializzare i sacchetti non biodegradabili, è stata anche data la possibilità ai supermercati di smaltire le rimanenze, in favore delle alternative eco, come la sportina della nonna o le borse con due manici che si attaccano al carrello.

Nel frattempo, in questi giorni, sono finiti nel mirino dell'Antitrust falsi eco-shopper: l'Autorità ha dato ragione a Legambiente definendo ingannevole pubblicizzarli come bio se contengono l'additivo ECM e se per gli ambientalisti è in corso una rivoluzione, non si è, invece, arresa l'Unionplast, che raggruppa le aziende produttrici del sacchetto di plastica e che ha presentato ricorso al Tar del Lazio. Le aziende protestano anche contro la decisione di distribuire le scorte gratuitamente, facendo ricadere su di loro tutti i costi. Secondo l'Unionplast, lo stop ai sacchetti in plastica sarebbe in contrasto con la direttiva europea sugli imballaggi e potrebbe anche farsi largo un vizio procedurale perchè non sarebbe stata notificata alla commissione Ue la normativa tecnica.
 

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Dom
23
Gen

Eco shopper: smascherato caso di pubblicità ingannevole

Dal primo gennaio scorso, sono stati banditi i sacchetti di plastica e accolte le nuove eco shopping. Alcuni supermercati continueranno ad usare i vecchi sacchetti fino ad esaurimento scorte per poi passare ai nuovi, altri, invece, hanno presentato le nuove buste come ecologiche e amiche dell'ambiente, ma non sempre è così. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha, infatti, bocciato come pubblicità ingannevole quella con la quale le buste di plastica tradizionale, con l'aggiunta di additivi per facilitarne la disgregazione, vengono definite biodegradabili e compostabili.


Il ricorso al Garante era stato presentato da Legambiente e Novamont, la società che ha brevettato la Mater B, la plastica biodegradabile ottenuta con il mais, che sostenevano che i sacchetti fatti con la vecchia plastica, sia pure corretta con gli additivi per l'autodistruzione, non potevano essere considerati biodegradabili, cioè nel terriccio fertile ricavato dalla parte organica dei rifiuti.

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