
L’invenzione è tutta italiana e se ne parlerà nel numero di Wired di maggio: si tratta della prima plastica ottenuta dalle barbabietole da zucchero.E' ecologica e completamente biodegradabile in acqua, ma anche sul terreno, si decompone e sparisce in soli 80 giorni. Giusto per rendere un esempio della differenza rispetto alla plastica tradizionale, basti pensare che una bottiglia di plastica classica ci mette 400 anni per sparire. La nuova plastica ottenuta, dunque, da barbabietole da zucchero potrebbe essere la soluzione per liberarci dalla schiavitù della plastica derivata dal petrolio e dal problema dello smaltimento dei rifiuti.
La molecola di base è il Polyhydroxyalkanoato o Pha, poliestere lineare prodotto da una fermentazione batterica dello zucchero, ed è la prima volta che il Pha si ottiene da barbabietole e dai suoi derivati e non da oli o amido di cereali come la maggior parte dei biopolimeri oggi in commercio. L'uso di questo biopolimero può dare vita a oltre cento differenti monomeri e ad altrettanti materiali con proprietà estremamente differenti: può essere impiegato, per esempio, per creare materiali termoplastici o elastomerici, con il punto di fusione che varia da 40 a 180°C, che potranno quindi sostituire, oggetti plastici rigidi ottenuti dal petrolio come Pet, Pp, PVC con i quali si producono bottiglie, packaging alimentare, componentistica auto, arredamento, fibre, pellicole per imballaggio, elettronica.
Categorie: Bioplastica
Parole chiave: plastica barbabietole da zucchero novita
Autore: EcoVlog Redazione
ultimo commento di: luis
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