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Post in Green Economy

Mar
15
Nov

Imprese italiane sempre più green per uscire dalla crisi

Le imprese italiane hanno deciso di dedicarsi ad una filosofia sempre più green per uscire dalla crisi: questo è quanto emerge nel Rapporto GreenItaly 2011. ciò a cui si fa riferimento non è un settore legato esclusivamente ai comparti tradizionalmente ambientali, come per esempio il risparmio energetico, le fonti rinnovabili o il riciclo dei rifiuti, ma un vero e proprio filo verde, che attraversa e innova anche i settori più maturi della nostra economia. Una vera rivoluzione verde che già oggi interessa il 23,9% delle imprese che nel 2011 investiranno in tecnologie e prodotti green, creando occupazione, il 38% delle assunzioni è per figure professionali legate alla sostenibilità, e che attraversa il paese da nord a sud.

 
Il rapporto GreenItaly evidenzia come la profondità degli effetti della crisi ha posto l'intero sistema di fronte alla necessità di un radicale ripensamento del proprio modello di sviluppo tanto che nel 2011 quasi un'impresa su quattro (il 23,9% del totale, ovvero circa 370mila imprese, 150mila industriali e quasi 220mila dei servizi) ha realizzato negli ultimi tre anni, o realizzerà entro quest'anno, investimenti in prodotti e tecnologie che assicurano un maggior risparmio energetico o un minor impatto ambientale. Inoltre un terzo delle imprese che investono in tecnologie green vantano una presenza sui mercati esteri (34,8%).

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Mar
08
Nov

Nuove linee guida per ottenere Certificati Verdi: cosa prevedono

Sono entrate in vigore il primo novembre le nuove linee guida che regoleranno l'incentivazione per i progetti ad alta efficienza energetica, i cosiddetti certificati bianchi, conosciuti anche come titoli di efficienza energetica (TEE). Dal 2005, questi certificati promuovono l'efficienza energetica, certificando il raggiungimento degli obiettivi di risparmio da parte delle aziende che gestiscono l'energia elettrica e il gas da conseguire con opportuni adeguamenti e progetti rivolti ai clienti.

E’ stata l'Aeeg, Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, a diffondere le nuove regole per il rilascio dei titoli di efficienza energetica e che ha introdotto un nuovo coefficiente di durabilità in grado di fornire una più esatta valutazione dei progetti. Le nuove linee guida permetteranno, inoltre, di accrescere la disponibilità di Tee, incrementando la liquidità e l’offerta. In questo senso lavora il nuovo coefficiente di durabilità, coefficiente tau, grazie al quale è possibile riconoscere un numero maggiore di Tee ai progetti in grado di generare risparmi energetici duraturi.
 

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Lun
16
Mag

Detrazioni 55% e 36%: novità dall’Agenzia delle Entrate per le spese di riqualificazione energetiche

L'Agenzia delle Entrate ha reso disponibile una nuova circolare, 20/E del 13 maggio 2011, contenente chiarimenti sulla deducibilità e sulla detraibilità di alcune spese, le agevolazioni per i disabili, i premi incentivanti e il reddito prodotto all’estero. Per quanto riguarda la detrazione Irpef del 55% sulle spese per la riqualificazione energetica degli edifici e la detrazione fiscale del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, l’Agenzia ha chiarito, nel primo caso, che per immobili ad uso promiscuo, il contribuente che utilizza l’immobile a fini professionali o abitativi, ha diritto alla detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica anche se ha dedotto tali spese nella determinazione del reddito di lavoro autonomo nella misura del 50%, a condizione che detenga l’immobile in base a un titolo idoneo, come locazione o proprietà, e che le spese siano effettivamente rimaste a suo carico.


Se i lavori di risparmio energetico proseguono per più periodi d’imposta, per individuare il corretto periodo di sostenimento della spesa da portare in detrazione, è necessario distinguere le persone fisiche da chi esercita attività d’impresa: nel primo caso, si applica il principio di cassa e la data di riferimento è quella in cui il contribuente ha sostenuto la spesa, mentre nel secondo, si applica il principio di competenza e la data di riferimento è quella di ultimazione dei lavori. Per quanto riguarda poi la rettifica degli errori per le annualità 2007 e 2008 e per le spese sostenute nel 2001, il contribuente che, nella scheda informativa inviata all’Enea per i lavori di risparmio energetico realizzati negli anni 2007 e 2008 non ha indicato correttamente le spese da detrarre, non può apportare rettifiche in via telematica, mentre per le spese del 2009, la correzione telematica tramite l’invio all’Enea della scheda rettificativa va effettuata entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
 

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Mar
01
Mar

Cerimonia degli Oscar 2011 all’insegna dell’ecologia. Come è stata organizzata la festa

Si è conclusa come ogni anno la cerimonia degli Oscar 2011 che quest’anno è stata realizzata all’insegna della filosofia eco. Tante le novità che hanno fatto ben piacere all’opinione pubblica americana tanto attenta alla salvaguardia ambientale. Gli organizzatori dell’evento hanno dato il meglio di loro per fare qualcosa di particolarmente green, a partire dal famoso Red Carpet, il tappeto rosso su cui sfilano le celebrità, he è stato prodotto utilizzando bottiglie di plastica riciclate, per arrivare al cibo servito agli ospiti, biologico e a filiera zero, servito unicamente in contenitori riutilizzabili.


Sono stati poi posizionati in tutti i luoghi di ristoro dei cestini per la raccolta differenziata e tutto il vetro, la plastica e l’alluminio utilizzato saranno riciclati. L’evento è stato, inoltre, alimentato con energia proveniente totalmente da fonti rinnovabili. Anche gli attori hanno avuto il loro eco-premio, assegnato a coloro che, in qualche modo, hanno optato per una vita più amica dell’ambiente.

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Dom
25
Lug

Google energy: il colosso di Mountain View sempre più green. Il nuovo piano

Google si lancia nel settore delle energie rinnovabili: il più il potente motore di ricerca americano oltre ad alimentare da qualche anno i suoi potenti data center con numerosi pannelli solari, che riescono a raggiungere un ottimo rapporto tra consumi e produzione di energia, è arrivato a fondare la Google Energy. Si tratta di un’apposita branca della società dedicata alle energie alternative che lo scorso febbraio ha ricevuto l'autorizzazione dal governo federale a vendere e acquistare energia elettrica, ad investire nella ricerca sul fotovoltaico a concentrazione (attualmente solo nelle zone desertiche) che taglierebbero del 25% i costi di produzione.

Questa novità è frutto dell’accordo tra la società green del motore di ricerca e la NextEra, società che si occupa di impianti eolici, che oggi permette a Google di fornire non solo servizi internet, ma anche energia pulita ad un costo inferiore. Con questo nuovo sistema Google si impegna anche ad acquistare energia pulita prodotta da impianti eolici. 
 

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Gio
08
Lug

Green IT: 250 mila posti di lavoro entro la fine dell’anno. Le nuove figure professionali

150 mila posti di lavoro entro la fine dell’anno: sono queste le previsioni per il comparto It. Secondo il Green IT Report 2010 realizzato dal centro studi CrESIT (Research Centre for Innovation and Life Science Management) dell’Università dell’Insubria di Varese in collaborazione con la San Francisco State University, l’IT produce le stesse emissioni di anidride carbonica del trasporto aereo, pari al 2% delle emissioni totali di CO2. Secondo il rapporto, infatti, l’impatto ambientale che tecnologie It come Internet, social networking e contenuti online, hanno nella vita quotidiana  è piuttosto forte.

Il solo atto di accedere, conservare e trasferire dati richiede energia e quindi inquina. Secondo il CrESIT, entro il 2020 tale dato supererà il 3%. L’IT ha, inoltre, un forte impatto ambientale anche in termini di consumi energetici. L’EPA (l’agenzia di protezione dell’ambiente americana) ha stimato che dal 2000 al 2006 i consumi energetici dei data center sono raddoppiati, raggiungendo nei soli Stati Uniti un consumo di 61 miliardi di Kwh con un costo associato di 4,5 miliardi di dollari. E questo valore si dice destinato a crescere ancora entro il 2011, raggiungendo i 7,4 miliardi di dollari. Per evitare che questi numeri continuino a salire vertiginosamente, sono parecchie le iniziative di Green IT cui si pensa e che porteranno ad un aumento anche della richiesta di professionalità in grado di indirizzare al meglio tali processi.
 

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Lun
05
Lug

Green economy 2010: IT continua ad inquinare parecchio. Poche iniziative reali secondo ultimo studio

Le iniziative di Green IT si limitano a toccare con i loro interventi singole aree di lavoro come funzioni, stabilimenti e filiali e non rappresentano una diffusione all’intera azienda. Nel 50% dei casi ciò che muove verso tali iniziative è soprattutto un motivo economico che punta al risparmio dei costi e non è ancora un obiettivo strategico di responsabilità ambientale. Questi sono i dati che emergono da un recente studio condotto nel settore IT.

 
Lutfus Sayed di San Francisco State University, che ha diretto insieme ad Onetti lo studio del Rapporto, ha abilmente spiegato lo scopo di GIT 2010 che sarebbe quello di diffondere tra le imprese la consapevolezza dell’importanza del Green IT all’interno delle strategie corporate e nelle scelte di business model è l’obiettivo del nostro rapporto.  La caratteristica principale di un eventuale lavoro è quella di mirare ad una notevole riduzione dello sfruttamento energetico nel settore It.

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Lun
03
Mag

Le migliori aziende green per rispetto dell'ambiente 2010: la classifica IT

Migliorano le cose per quanto riguarda la filosofia del rispetto dell’ambiente messo in campo da numerose aziende It e a riconoscere il merito di alcune di loro, colosso dell’informatica e della tecnologica mondiale, è stata proprio la critica GreePeace. Con gli anni, e soprattutto ultimamente, sembra infatti migliorato il criterio di selezione e scelta degli strumenti per le innovazioni per migliorare le abitazioni dal punto di vista energetico, i software che forniscono la possibilità di tracciare i consumi del carbone e che potranno essere fondamentali per spostare l'economia dallo sfruttamento di fonti energetiche sporche verso un miglioramento dell'efficienza e la consapevole adozione di fonti energetiche rinnovabili.

Ed è stata proprio GreenPeace USA, a fine aprile, a pubblicare il terzo rapporto su ‘Information Technology industry climate ranking’ all’interno del quale ha stilateo anche una classifica delle aziende migliori che hanno agito secondo il nuovo must green. Emerge al primo posto Cisco seguita da Ericsson, IBM, HP, Fujitsu, Google, Microsoft e di queste solo le prime due superano i 50 punti su 100. New entry in classifica è SAP mentre non c’è più Sun Microsystems, ormai in Oracle.
 

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Gio
22
Apr

La corsa alla Green Economy: il saggio sulla corsa all’innovazione ecologica

Meno macchine in città e più bici e mezzi pubblici rispettosi dell’ambiente. E’ nuovo il saggio che mette in luce il dovere di diminuire la presenza di auto per le strade cittadine, al fine di ridurre l’inquinamento dell’aria e lo smog. Si intitola ‘La corsa della green economy. Come la rivoluzione verde sta cambiando il mondo’ di Antonio Cianciullo e Gianni Silvestrini, e sottolinea “come la corsa all'innovazione ecologica sta cambiando sia i connotati delle città più avvertite che quelli di molte aziende”. Fra le città già più virtuose ci sono Stoccolma, ricca di mezzi di trasporto pubblici e tram, Friburgo, dove ci sono più biciclette che abitanti.

 
Il saggio mette in evidenza come il biennio 2008-2009 siano stati gli bienni della grande crisi economica, ma anche trampolino di lancio della green economy ed è così che l’economia verde cresce e si rafforza, moltiplica i posti di lavoro mentre i comparti produttivi tradizionali soffrono. Ma quali sono i suoi confini? In che modo sta cambiando la nostra vita quotidiana? ‘La corsa alla green economy’ risponde a questi interrogativi analizzando 23 storie esemplari e racconta la corsa dell’economia verde, parlando delle aziende che evitano il fallimento spingendo sull’innovazione, colossi industriali che si convertono all’efficienza, nuove città che sperimentano il modello low carbon.

 

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Mer
14
Apr

Trovare lavoro nella green economy e professionisti per l'ambiente. Corsi di specializzazione e figure più richieste.

Il futuro del mercato del lavoro si tinge di verde. Secondo i risultati di una recente ricerca condotta dall’Isfol, l’80% di chi ha seguito un master ambientale trova lavoro in meno di 6 mesi. Le nuove proposte di lavoro sembrano, infatti, concentrarsi sull’acquisizione di competenze specifiche e su percorsi di formazione che guardano all’ambiente come nuova frontiera del lavoro per contribuire a proteggere e migliorare lo stato del pianeta.

I nuovi lavori green tendono, inoltre, a valorizzare il ruolo delle donne: sempre secondo i dati Isfol, rispetto al 1993, la presenza femminile è cresciuta quasi del 13% e c’è da sottolineare che l’Italia è capire la nuova tendenza occupazionale e di studio, infatti sono notevolmente cresciuti master e corsi di formazione in materia ambientali, basti pensare che nel biennio 2007-2008, i master sono stati 300, rispetto ai 60 attivati fra il 1999 e il 2000. Inoltre, in Italia i posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili, in particolare fotovoltaico, eolico e biomasse, sono ad oggi circa 100mila tra diretti e indiretti, ma entro il 2020 se ne aggiungeranno altri 60.500.
 

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