Meno macchine in città e più bici e mezzi pubblici rispettosi dell’ambiente. E’ nuovo il saggio che mette in luce il dovere di diminuire la presenza di auto per le strade cittadine, al fine di ridurre l’inquinamento dell’aria e lo smog. Si intitola ‘La corsa della green economy. Come la rivoluzione verde sta cambiando il mondo’ di Antonio Cianciullo e Gianni Silvestrini, e sottolinea “come la corsa all'innovazione ecologica sta cambiando sia i connotati delle città più avvertite che quelli di molte aziende”. Fra le città già più virtuose ci sono Stoccolma, ricca di mezzi di trasporto pubblici e tram, Friburgo, dove ci sono più biciclette che abitanti.
Il saggio mette in evidenza come il biennio 2008-2009 siano stati gli bienni della grande crisi economica, ma anche trampolino di lancio della green economy ed è così che l’economia verde cresce e si rafforza, moltiplica i posti di lavoro mentre i comparti produttivi tradizionali soffrono. Ma quali sono i suoi confini? In che modo sta cambiando la nostra vita quotidiana? ‘La corsa alla green economy’ risponde a questi interrogativi analizzando 23 storie esemplari e racconta la corsa dell’economia verde, parlando delle aziende che evitano il fallimento spingendo sull’innovazione, colossi industriali che si convertono all’efficienza, nuove città che sperimentano il modello low carbon.
In ‘Atlante ragionato delle fonti di energia rinnovabili e non’ di Maurizio Ricci, giornalista di Repubblica, si parla anche di ‘Una scommessa azzardata anche sul piano economico’, dalla questione del petrolio, all'Arabia Saudita allo Yucatan, dall'idrogeno alle biomasse. E ritiene che sia necessario puntare sull'efficacia della rete “perché è vero che né il sole né il vento, in un determinato luogo, ci sono sempre ma è anche vero che da qualche altra parte, in quel momento, splenderà e soffierà. Il trucco, quindi, è fare una rete abbastanza vasta e intelligente per prendere l'energia da dov'è e distribuirla dove serve, in un flusso il più possibile costante”.
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