
Al momento non ci sono stati riversamenti in mare di carburanti ma si teme che il naufragio della Costa Concordia possa rappresentare l’inizio di un grande disastro ambientale in una parte di Italia, quella dell’Isola del Giglio, che rappresenta un paradiso terrestre del Belpaese. Mentre i sub della Marina militare sono pronti a far esplodere altre microcariche sul relitto della Concordia per aprire varchi per arrivare a circa 18 metri di profondità, al ponte 4, dove sono stati trovati gli ultimi 5 cadaveri, la nave Cosa Concordia si è spostata ancora, questa volta compiendo una rotazione di un metro e mezzo. Uno spostamento lento ma inesorabile che potrebbe farla sparire in fondo al mare.
Max Iguera, a capo della divisione dedicata al settore rimorchio, salvataggio e riparazioni della Cambiaso Risso (rappresentante per l’Italia dell’olandese Smit Salvage) ha detto che si tratterà di un’operazione delicata che richiederà un impegno costante e avrà una durata compresa tra le due e le quattro (forse anche cinque) settimane.
L’impatto ambientale del naufragio della Costa Concordia, così come l’esatta tempistica dello svuotamento dei serbatoi della nave dipenderà dai prossimi giorni, quando le condizioni meteo dovrebbero peggiorare e lo scafo sarà a forte rischio inabissamento.
Categorie: Inquinamento
Parole chiave: costa concordia rischio ambientale svuotamento carburante
Autore: EcoVlog Redazione
ultimo commento di: luis
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