
GreenPeace lotta e questa volta protesta contro le trivellazioni off shore in Groenlandia. All'alba di ieri quattro attivisti sono riusciti a scalare la piattaforma petrolifera Stena Don, hanno bloccato le operazioni di perforazione e si sono equipaggiati per rimanere appesi sulla piattaforma diversi giorni. Secondo Greenpeace, piattaforme come questa, impegnate in esplorazioni petrolifere potrebbero far scattare la scintilla della corsa al petrolio nell'Artico, mettendo a rischio il fragile ecosistema del Polo Nord e il clima globale. L’obiettivo dell’organizzazione non governativa è quello di salvare una delle poche aree quasi del tutto incontaminate del pianeta dalle trivellazioni per la ricerca del petrolio in alto mare.
Se l'incidente della Deepwater Horizon ha bloccato momentaneamente le attività nelle acque americane, canadesi e norvegesi, non lo ha fatto in quelle groenlandesi e russe dove continuano la ricerca e le prime perforazioni. L’opera di estrazione del petrolio nelle aree artiche è una sfida contro la natura e gli addetti ai lavori devono fare fronte ai movimenti del pack, agli iceberg, alle temperature estremamente fredde, alle tempeste e alle condizioni climatiche estreme quando scende la notte artica che dura circa 6 mesi. Per questi motivi le compagnie petrolifere al momento stanno esplorando le aree marine più vicine alle coste.
Categorie: Inquinamento Eventi e Iniziative
Parole chiave: groenlandia petrolio trivellazioni greenpeace
Autore: EcoVlog Redazione
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