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Post in Nautica

Gio
10
Mag

Le aree ricche biodiversità preservano le lingue: lo studio

L'esistenza di diversi linguaggi è legata ad aree dove la biodiversità è maggiore: a svelare questa novità uno studio pubblicato dalla rivista Pnas, secondo cui salvando flora e fauna si preservano anche le lingue e viceversa. I ricercatori guidati da Larry Gorenflo della Penn State university hanno studiato la biodiversità linguistica di 35 'hotspots' mondiali che pur comprendendo solo il 2,3% della superficie della Terra contengono più di metà delle piante vascolari e il 43% dei vertebrati conosciuti.

In queste zone, presenti in tutti i continenti ad eccezione dell'Antartide, il censimento ha rivelato la presenza di 3202 diversi linguaggi, quasi metà di tutti quelli parlati, la maggior parte dei quali parlati da nuclei di pochissime persone. Estendendo lo studio alle zone ricche di biodiversità, una definizione che comprende il 6% delle superficie terrestre che contiene il 17% della flora e il 6% della fauna, si trovano altri 1622 linguaggi.
 

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Gio
10
Mag

Le aree ricche biodiversità preservano le lingue: lo studio

L'esistenza di diversi linguaggi è legata ad aree dove la biodiversità è maggiore: a svelare questa novità uno studio pubblicato dalla rivista Pnas, secondo cui salvando flora e fauna si preservano anche le lingue e viceversa. I ricercatori guidati da Larry Gorenflo della Penn State university hanno studiato la biodiversità linguistica di 35 'hotspots' mondiali che pur comprendendo solo il 2,3% della superficie della Terra contengono più di metà delle piante vascolari e il 43% dei vertebrati conosciuti.

In queste zone, presenti in tutti i continenti ad eccezione dell'Antartide, il censimento ha rivelato la presenza di 3202 diversi linguaggi, quasi metà di tutti quelli parlati, la maggior parte dei quali parlati da nuclei di pochissime persone. Estendendo lo studio alle zone ricche di biodiversità, una definizione che comprende il 6% delle superficie terrestre che contiene il 17% della flora e il 6% della fauna, si trovano altri 1622 linguaggi.
 

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Lun
16
Apr

Mare: cinque nuove proposte per la sicurezza della navigazione. Cosa prevedono

Dopo la tragedia della Costa Concordia, naufragata nel mare dell’isola del Giglio lo scorso 13 gennaio, dopo essere stata abolita la pratica cosiddetta dell’Inchino, ha portato altre novità nel mondo della navigazione. Cinque le proposte per migliorare la navigazione presentate al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi al termine del seminario europeo sulla sicurezza in mare organizzato dall’ente locale toscano e dal Crpm (Conferenza delle regioni marittime europee), fra le proposte anche l’ampliamento del Parco dell’Arcipelago Toscano

 
Le cinque proposte riguardanti la sicurezza della navigazione partono da una normativa europea che vincoli i porti alla raccolta dei rifiuti per la depurazione delle acque reflue; per arrivare a un sistema di controllo delle rotte e di autorizzazione simile a quello in vigore per i trasporti aerei per navi di media e grande stazza, in particolare se dedicate al trasporto passeggeri; a un sistema di controllo delle rotte che utilizzi strumenti radar, satellitari e apparecchiature in remoto situate in particolare all’interno di aree marine protette, così da poter monitorare anche eventuali sversamenti nocivi in mare.
 

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Ven
02
Mar

Decreto rotte: approvate nuove misure per sicurezza delle navi e tutela dell’ambiente

Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, e quello dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, hanno firmato il cosiddetto decreto rotte per garantire la sicurezza delle aree protette e delle zone che hanno un alto valore paesaggistico. Il nuovo decreto fissa dei limiti per quanto riguarda la grandezza delle navi e il loro avvicinamento alla costa in alcune aree sensibili dal punto di vista della conservazione ambientale, evitando così futuri ‘inchini’, misura prevista per garantire un maggiore grado di sostenibilità ambientale e preservare lo stato di sicurezza sulla nave.

 
Con il decreto da questo momento in poi si stabiliscono dei limiti per il transito delle navi di grandi dimensioni ad esempio vicino alla laguna di Venezia o al Santuario dei cetacei nell’area tra l’Italia e la Francia. I limiti stabiliti dal decreto potranno comunque essere cambiati in base alle esigenze particolari nelle varie aree italiane, da parte dell’Autorità marittima, affinché venga garantita la sicurezza anche in relazione all’entrata e all’uscita delle navi dalle zone portuali. Le imbarcazioni superiori a 500 tonnellate non potranno, comunque, avvicinarsi alle aree protette per più di due miglia di distanza.
 

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Lun
14
Feb

Canale di Sicilia area marina protetta. Il progetto per tutelare i santuari marini italiani della biodiversità

Forme di vita rarissime nei mari della Sicilia: dal corallo nero alle gorgonie, ai piccoli di squalo bianco. Le isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa rappresentano veri santuari della biodiversità. Sono questi i risultati del progetto ‘Biodiversità Canale di Sicilia’, programma di ricerca finanziato dal Ministero dell’Ambiente e svolto da un gruppo di ricercatori dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).


Grazie al progetto, iniziato nel 2009 e che si concluderà quest'anno, sono stati scoperti a circa 350 metri, nei tratti più profondi del Canale di Sicilia, numerosi reef di corallo fossile costituiti per la maggior parte da Lophelia pertusa e Madrepora oculata, specie che nel passato rappresentavano vere e proprie barriere coralline simili a quelle che oggi troviamo nel Mar Rosso. Grazie alla loro natura marina che lascia senza parole, dunque, le isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa rappresentano veri santuari della biodiversità e giocano un importante ruolo per la riproduzione del grande squalo bianco, per l'alimentazione delle balenottere e per la riproduzione delle tartarughe marine.
 

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Lun
05
Lug

Barche: carburanti ecologici anche nel settore nautico? Il progetto di Goletta Verde 2010

Ecologia anche a mare: il Consorzio Ecogas ha deciso di essere partner di un'iniziativa per promuovere l’utilizzo dei carburanti ecologici anche nel settore nautico. Nautica e GPL si preparano a collaborare e diventare testimoni di tecnologie di eccellenza e attenzione all’ambiente. Questo è il messaggio lanciato dal Consorzio Ecogas a Venezia in occasione del tour 2010 di Goletta Verde.

La diffusione del GPL nel settore della nautica può, infatti, contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti, esattamente come avviene per le quattro ruote su strada, puntando particolare attenzione alla salute dei fiumi, dei laghi e dei mari e aiutando contemporaneamente gli utenti a risparmiare sul costo del carburante. Secondo Alessandro Tramontano, direttore del Consorzio Ecogas, “si potrebbe anche pensare a un 10% di natanti a GPL nell’ambito dell’utilizzo diportistico e da lavoro nel giro di qualche anno: si tratta infatti dell’unica alternativa subito disponibile e praticabile.”
 

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