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Post in Nucleare

Lun
07
Mag

Nucleare: chiuso in Giappone l’ultimo reattore

E’ stato chiuso sabato scorso l’ultimo reattore nucleare in Giappone e non succedeva dal 1970, 42 anni fa, che il Giappone restasse senza neanche una centrale nucleare in funzione. Il terremoto e il successivo tsunami dello scorso anno non hanno solo seminato morte e distruzione, ma anche messo in ginocchio un’industria fiorente come il nucleare nipponico.

Per Greenpeace questo è un buon momento per scommettere su un futuro senza atomo anche in Giappone. Secondo l’associazione ambientalista, infatti, anche se tutti i reattori sono spenti, in Giappone non ci sono problemi di produzione elettrica. Il picco di domanda estivo può essere gestito aumentando l’efficienza e con un’oculata gestione della produzione e del risparmio energetico. Il disastro di Fukushima ha dimostrato che i reattori nucleari giapponesi, e le istituzioni che li gestiscono non sarebbero in grado di sopportare un altro grosso terremoto, che gli esperti ci predicono per i prossimi anni.
 

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Mer
02
Mag

Nucleare in Francia: ultimo confronto fra Hollande e Sarkozy

Alla viglia dell’ultimo confronto in Francia fra i candidati Nicolas Sarkozy e Francois Hollande, che si terrà proprio questa sera, nel Paese torna il dibattito sulla questione nucleare. L’attuale presidente Nicolas Sarkozy attacca lo sfidante, il socialista Hollande, fra le altre cose proprio a causa di un suo patto elettorale con i Verdi.  Il patto prevede in pochi anni la chiusura di vecchie centrali, senza essere sostituite, facendo scendere sotto il 50% il contributo dell’atomo alla produzione nazionale di energia.

Cosa assurda per il candidato di destra, secondo cui il nucleare sia uno dei vanti nazionali. Nonostante sembri soddisfare le richieste degli ambientalisti, Greenpeace sembra non appoggiare poi il patto di Hollande.  In decine si sono dati appuntamento per le strade di Parigi per sottolineare i limiti delle proposte avanzate. La portavoce di Greenpeace Karine Gavand ha detto: “Non vedono nulla, non sentono nulla, così abbiamo deciso di parlarne noi. Vogliamo che questi due candidati presidenziali ammettano che un incidente nucleare può verificarsi in Francia. Lo dice l’autorità per la sicurezza nucleare. Devono prendere le misure necessarie, ossia, chiudere immediatamente gli impianti più pericolosi e poi iniziare una transizione in campo energetico”.
 

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Gio
26
Apr

Riapertura area Chernobyl: Legambiente protesta

Il primo ministro ucraino Mikola Azarov decide di decontaminare e riaprire la zona interdetta nei pressi della centrale nucleare di Chernobyl, rimasta disabitata dalla tragedia avvenuta 26 anni fa, e Legambiente appare profondamente allarmata e preoccupata. Secondo l'associazione ambientalista, infatti, la riapertura delle aree contaminare potrebbe mettere a rischio la salute di centinaia di migliaia di persone. Per evitare questo, Legambiente ha chiesto l’intervento della Comunità internazionale.


L’appello è diretto alla Comunità Europea: “È assurdo e inconcepibile che dopo 26 anni dall’incidente di Chernobyl, con la centrale che ancora non è stata messa in sicurezza e i rischi e le conseguenze legate alla contaminazione radioattiva per centinaia di migliaia di persone, si proponga di riaprire le aree più contaminate intorno a Chernobyl. La migliore risposta per Legambiente è, invece, quella di continuare a monitorare la grave situazione dal punto di vista ambientale e sanitario”.

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Mar
03
Apr

Governo Monti: chiesto annullamento referendum di giugno 2011 sul nucleare

Si torna a discutere di nucleare in Italia: ad un anno dal referendum che sancito, secondo la volontà del popolo italiano, il no alle costruzioni di nuove centrali nucleari in Italia, torna a farsi sentire la voce di chi non ci sta. Tra i più attivi tra i pro-nuclearisti c’è l’associazione Galileo 2001, presieduta da Umberto Veronesi, ha da poco spedito una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti in cui lo invita a ripensare la questione nucleare in Italia. Per la precisione.

 
La richiesta sarebbe quella di un adeguato e convincente piano nazionale di sviluppo energetico, che tenga conto della necessità di ragionare su tempi strategici affrancandosi da pregiudiziali che possano condannare precocemente progetti lungimiranti, dove per ‘progetti lungimiranti’ ci sarebbero ovviamente quelli che hanno a fare con il nucleare’. Ad esempio il vecchio Forum Nucleare, che tanto scandalo aveva suscitato per i suoi spot televisivi, continua le sue attività su un blog dal nome NewClear. In esso “parlare di nucleare non è tabù” e molti articoli sono dedicati alla critica delle rinnovabili che – a loro dire – sarebbero responsabili dell’aumento delle bollette energetiche.
 

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Ven
30
Mar

Fukushima: livelli radioattività sempre alti. Gli ultimi dati

E’ ancora forte emergenza nucleare a Fukushima: dai risultati delle ultime rilevazioni condotte in merito ai livelli di radioattività emessi dal reattore numero 2 e all’altezza delle acque di raffreddamento presenti nello stesso impianto, sembra che lo stato della centrale sia sempre meno stabile. Nonostante le smentite da parte del governo di Tokyo, nel reattore n.2 della centrale di Fukushima Daiichi la radioattività registrata è dieci volte superiore al limite massimo considerato mortale, mentre dalle misurazioni precedenti risultava pari solo a sette volte.

 
Secondo quanto riportato dal Washington Post le verifiche riguarderebbero soltanto il reattore n.2, mentre ancora sconosciute sono le reali condizioni degli altri due danneggiati dall’esplosione di idrogeno. Delle simulazioni hanno tuttavia indicato come nel reattore numero 1 ci sia più carburante all’interno, mentre nel numero 3 le radiazioni sarebbero più elevate.

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Gio
15
Mar

Nucleare: crescono le centrali nel mondo nonostante i rischi

Nonostante il disastro provocato dall’incidente avvenuto un anno fa alla centrale di Fukushima, che si porta ancora dietro strascichi importanti e rischiosi, nonostante da allora molti Paesi, europei e non, Italia compresa, abbiano detto stop al nucleare, cresce nel mondo il numero delle centrali pronte a produrre energia da atomo. Questo è quanto emerge dai dati globali forniti dalla World Nuclear Association e dalla International Atomic Energy Agency secondo i quali su scala globale l’uso del nucleare è sempre più diffuso.

Dopo Fukushima Daiichi, il Giappone ha spento 52 dei suoi 54 reattori, mentre altre 7 centrali sono state chiuse dalla Germania, che ha annunciato di disattivare i suoi altri 9 impianti entro il 2022. Italia, Svizzera e Messico hanno ritirato i rispettivi progetti per la costruzione di nuove centrali nucleari e il nuovo governo belga ha annunciato di voler chiudere la partita atomica entro il 2025, ma molti altri Paesi non hanno voluto rinunciare al nucleare.
 

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Gio
08
Mar

Nucleare: prima proposta Sogin deposito entro 2013

Potrebbe arrivare i primi mesi del 2013 la prima proposta della Sogin sul sito del deposito nazionale per i rifiuti nucleari: questo quanto assicurato dal ministro dello sviluppo Corrado Passera che ha inoltre precisato che gli investimenti per la localizzazione e realizzazione del sito in cui si andrà a localizzare il deposito sono molto ingenti e qualificati e ammontano a 2,5 miliardi di euro.

Passera ha spiegato che il deposito sarà realizzato nell'ambito di un parco tecnologico e può costituire un'occasione per ricadute importanti per il territorio, che si aggiunge alle compensazioni previste, cifre che possono essere molto rilevanti.
 

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Mer
07
Mar

Nucleare: Greenpeace sui rischi dopo l’incidente di Fukushima

Greenpeace, da sempre contro l’energia atomica, ha da poco pubblicato una serie di documenti-reportage su quanto accaduto lo scorso anno a Fukushima, dopo il disastroso incidente alla centrale nucleare avvenuto in seguito al terribile tsunami che ha distrutto il Paese. Dai risultati dei documenti emerge, come del resto prevedibile, che il nucleare rapprsenta un pericolo per il mondo intero e Fukushima ci fornisce due lezioni importantissime. La prima è che non esiste un nucleare sicuro e poi che trovare una tecnologia sicura al 100% sembra ogni giorno di più un’utopia. E seconda, che le istituzioni che dovrebbero garantire la sicurezza dei cittadini hanno letteralmente fallito.


Secondo Greenpeace Italia, infatti, non è stato semplicemente un disastro naturale a causare il tragico incidente alla centrale di Fukushima Daiichi, ma piuttosto il fallimento del governo, delle agenzie di controllo e dell’industria nucleare giapponese. Della stessa opinione Greenpeace internazionale, secondo cui il fallimento riguarda le istituzioni politiche, più preoccupate di difendere le lobby del nucleare che non la salute dei propri concittadini.

 

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Lun
27
Feb

Nucleare, Fukushima: ancora alti i livelli di radioattività

Sono stati rilevati ancora altissimi livelli di radioattività nelle zone intorno alla centrale nucleare di Fukushima in Giappone. Il dato rilevato è di 470 millisievert all’anno nella città di Futaba. Stando agli ultimi dati forniti dal ministero dell'Ambiente nipponico, dopo le misurazioni effettuate dal 7 novembre al 16 gennaio, diverse letture hanno indicato valori oltre i 50 millisievert annui, pari a un livello considerato inabitabile nello schema di nuova classificazione.


Il ministero dell'Ambiente prevede di stilare una relazione finale entro fine marzo in modo che il governo possa usare i dati per riclassificare ad aprile la no-entry zone intorno alla centrale danneggiata secondo tre categorie: area inabitabile con radiazioni annue di 50 millisievert o più; area con livelli tra 20 e 50 millisievert con limitazioni per i residenti; infine, area con livelli inferiori a 20 millisievert sara' concesso il ritorno a casa.
 

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Lun
13
Feb

Nucleare: presto negli Usa nuova centrali

Mentre il Europa il dibattito sul nucleare si è concluso con la chiusura delle centrali in quasi tutti i Paesi, dall’Italia, alla Francia, al Belgio, all’Olanda, soprattutto dopo il terribile incidente di Fukushima, avvenuto in Giappone lo scorso marzo a causa dello tsunami che ha devastato il Paese, dall’altra parte dell’oceano, negli Usa si pensa ad aprire nuove centrali nucleari. Nonostante dopo l’incidente di Fukushima fosse sembrato che anche oltreoceano si fosse instaurata una certa cautela su questo tipo di approvvigionamento energetico, il governo avrebbe già cambiato idea per cui presto verranno costruite nuove centrali nucleari.

A darne notizia è stato l’Huffington Post, che ha spiegato che a breve inizieranno i lavori per la costruzione di due nuove centrali nucleari in Georgia, precisamente in prossimità degli impianti già esistenti di Vogtle. Il progetto è stato accolto dalla popolazione con grande entusiasmo, perché si pensa che i due nuovi siti nucleari possano generare numerosi posti di lavoro e rappresentare un’iniezione vitale all’economia.

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